Per il Vangelo il denaro è il dio di questo mondo! …se non crediamo al vangelo, crediamo almeno ai mezzi di comunicazione. Quali sono le cause delle guerre croniche in Africa e in Oriente? E la crisi del 2008 che oggi tra noi determina tante sofferenze? E la finanza che prevale sull’economia e sulla politica?

 

02/03/14 VIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO A 2014

 

 

Dal libro del profeta Isaìa (49,14-15)
Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai.

Dal Salmo 61 (62)

Rit: Solo in Dio riposa l’anima mia.

Solo in Dio riposa l’anima mia: da lui la mia salvezza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza, mia difesa: mai potrò vacillare.

Solo in Dio riposa l’anima mia: da lui la mia speranza.
Lui solo è mia roccia e mia salvezza, mia difesa: non potrò vacillare.

In Dio è la mia salvezza e la mia gloria; il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.
Confida in lui, o popolo, in ogni tempo; davanti a lui aprite il vostro cuore.

 

 

Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi (4,1-5)

Fratelli, ognuno ci consideri come servi di Cristo e amministratori dei misteri di Dio. Ora, ciò che si richiede agli amministratori è che ognuno risulti fedele.

A me però importa assai poco di venire giudicato da voi o da un tribunale umano; anzi, io non giudico neppure me stesso, perché, anche se non sono consapevole di alcuna colpa, non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!

Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, fino a quando il Signore verrà. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno riceverà da Dio la lode.


Alleluia, alleluia
. La parola di Dio è viva ed efficace, discerne i sentimenti e i pensieri del cuore (Cf Eb 4,12). Alleluia.

 

 

+ Dal Vangelo secondo Matteo (6,24-34)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli:

«Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.

Perciò io vi dico: non preoccupatevi per la vostra vita, di quello che mangerete o berrete, né per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita non vale forse più del cibo e il corpo più del vestito?

Guardate gli uccelli del cielo: non séminano e non mietono, né raccolgono nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete forse più di loro? E chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita?

E per il vestito, perché vi preoccupate? Osservate come crescono i gigli del campo: non faticano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede?

Non preoccupatevi dunque dicendo: “Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?”. Di tutte queste cose vanno in cerca i pagani. Il Padre vostro celeste, infatti, sa che ne avete bisogno.

Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

Non preoccupatevi dunque del domani, perché il domani si preoccuperà di se stesso. A ciascun giorno basta la sua pena.

………….

(commento di don lucio.gridelli@tin.it)

 

 

Ancora in questa domenica VIII ascolteremo un brano del discorso del monte. Nella domenica seguente, I di quaresima, perderemo il brano conclusivo del discorso: le due case (7,21-29).

Il vangelo odierno inizia con uno dei temi fondamentali della predicazione di Gesù:

Nessuno può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza.

In Luca ritroviamo la stessa frase in un altro contesto (16,13) e proprio Luca è quello che più spesso ribatte questo concetto.

La ricchezza come uno degli ostacoli per seguire Gesù lo leggiamo anche in Marco 10,17 ss.

 

 

Per il Nuovo Testamento, il denaro è il dio di questo mondo! Ci sono certamente anche tanti altri idoli ai quali ciascuno di noi più o meno spesso si inchina, ma questo prevale.

Se non crediamo al vangelo, crediamo almeno ai mezzi di comunicazione. Quali sono le cause delle guerre croniche in Africa e in Oriente? E la crisi del 2008 che oggi tra noi determina tante sofferenze? E la finanza che prevale sull’economia e sulla politica?

 

 

I versetti dal 25 in poi parlano di quella che noi chiamiamo la divina Provvidenza.

Guardate gli uccelli del cielo …

Osservate come crescono i gigli del campo …

È una visione poetica, quasi idilliaca. Per i tanti di noi che vivono lo scautismo e per gli altrettanti che amano il contatto diretto con la natura, anche negli aspetti duri e selvaggi, è un richiamo alla fiducia gioiosa.

Ma … e i giovani che non trovano lavoro? E soprattutto i 40enni ed i 50enni che si trovano all’improvviso disoccupati con figli ancora giovani da mantenere?

 

Io non ho certo un risposta per tutte le domande. Vi suggerisco alcuni spunti.

 

“Provvidenza” non significa “fatalismo”.

Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò.

Dio li benedisse e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra e soggiogatela, …

Così in Genesi 1,27-28 e poi, in un contesto diverso (2,15), il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse.

Noi siamo i gestori della creazione. Dio può agire e agisce anche direttamente quando e come crede, ma ha scelto che la gestione ordinaria avvenga per mezzo di noi, piccoli uomini.

La comunità civile, lo Stato, ha il dovere di preoccuparsi di queste situazioni di sofferenza. Quanto e come lo fa? Ma soprattutto la comunità ecclesiale deve avere questa sensibilità. E la comunità ecclesiale siamo noi!

 

Sfogliando il vangelo, ho trovato che nel passo parallelo di Luca (12,22-31) segue poco più avanti questa frase (33-34): Vendete ciò che possedete e datelo in elemosina; fatevi borse che non invecchiano, un tesoro sicuro nei cieli, dove ladro non arriva e tarlo non consuma. Perché, dov’è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore.

Non ci tragga in inganno la parola elemosina, che spesso interpretiamo in senso restrittivo.

 

Noi critichiamo la corruzione e la disonestà di chi sta in alto. Verifichiamo ciascuno anche i nostri affari personali. Ma se siamo tutti puliti, se possiamo dire onestamente di non aver fatto del male, possiamo dire di aver preso coscienza del fatto che noi non siamo proprietari, ma solo amministratori dei nostri beni? E che, di conseguenza, siamo in dovere di preoccuparci di chi ha molto meno di noi?

 

… sagge considerazioni, … ma pur sempre umane.

A monte, però, o, se preferite, a valle, resta la parola di Dio.

 

Ora, se Dio veste così l’erba del campo, che oggi c’è e domani si getta nel forno, non farà molto di più per voi, gente di poca fede? … gente di poca fede!

Io mi fido o non mi fido?

Io non sempre mi sono fidato. Ho passato dei momenti di ansia. Solo alla fine ho constatato che il Signore non mi aveva lasciato solo.

 

 

Cercate invece, anzitutto, il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

Voi invece cercate il regno di Dio e fate la sua volontà: tutto il resto Dio ve lo darà in più. (TILC)

 

Sion ha detto: «Il Signore mi ha abbandonato, il Signore mi ha dimenticato».
Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere?
Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai.
(prima lettura)

Solo in Dio riposa l’anima mia:

Lui solo è mia roccia e mia salvezza, da lui la mia speranza.

Il mio riparo sicuro, il mio rifugio è in Dio.

Confida in lui, o popolo, in ogni tempo; davanti a lui aprite il vostro cuore. (salmo)