Il 18 novembre 2018 a San Vito al Tagliamento si è tenuta l’annuale assemblea regionale del MASCI, durante la quale abbiamo ascoltato con interesse l’esperienza del gradito ospite Maurizio Donadelli, cofondatore di Banca etica e membro di Libera.

Dopo il pranzo e i lavori per pattuglia, il segretario regionale Andrea Moro ha esposto la sua relazione sull’attività svolta nel corso di questi ultimi due anni scout.

Di seguito è riportata la relazione del segretario (che potete scaricare premendo qui: Relazione Assemblea 2018):

 

RELAZIONE ASSEMBLEA REGIONALE

2018, San Vito al Tagliamento

 

Lo scorso anno non ho ritenuto necessario predisporre una relazione riassuntiva dell’attività svolta. Da più parti però mi è arrivato il segnale che tale cosa era gradita ed attesa.

Quindi quest’anno cercherò di riassumere anche il passato remoto, oltre che al passato prossimo.

Personalmente sono stati due anni molto intensi e strani. Da un lato le discussioni con Franco e Massimo inerenti la costruzione del percorso condiviso da seguire, lo scambio delle idee e delle aspettative, dall’altro la quotidianità legata al lavoro, la famiglia, il resto. Naturalmente mi sono reso conto, una volta di più, che non sempre, anzi quasi mai, tempi, cosa da fere, prospettive coincidevano.

Cercherò comunque di seguito di riassumere quanto fatto ed ipotizzare quanto da fare.

Stiamo vivendo, come detto ormai fino al diventare ripetivi, un momento di forte cambiamento. Ne è segno la politica, le aspettative delle generazioni giovani e della generazione non più giovane, le masse di gente che si spostano, le tante domande e le poche risposte.

Noi siamo, come movimento presente sul territorio con e nelle nostre comunità, coinvolti in tutto ciò anche se non sempre come soggetti attivi da questo susseguirsi di cambiamenti.

Stiamo cercando, come Regione e come Nazionale, di capirli, coglierli, parlarne, ma i nostri tempi di ragionamento, il tempo che passa inesorabile, la nostra realtà che sempre più spesso ci precede ed è sempre più veloce, ci fa sentire e sembrare anacronistici. Rischiamo quindi sempre più di dire “avremmo voluto, ci abbiamo provato ma purtroppo…..” Allora forse bisognerebbe fermarsi, sedersi e a mente libera riflettere e cercare di ricordare. I ricordi pian piano emergono, si collegano non sempre in ordine cronologico ma più spesso seguendo una risata, un volto, un suono un odore.

Allora mi viene in mente la Via Crucis del 2017 a Poffabro con una buona partecipazione di AS. La Via Crucis di Sesto al Reghena di quest’anno dove invece abbiamo evidenziato delle lacune. Peccato perché la Via Crucis è un momento molto sentito che fa parte della nostra strada. Quindi un impegno da prendere e riprendere. Colgo l’occasione per ringraziare Renata e Giuliano di Sacile per quanto fatto in quella occasione. Allora mi ricordo anche del campetto da loro pensato e proposto in occasione di Illeggio sul tema ” Padri e Figli” non andato benissimo ma comunque inizio di una via tracciata, di proposta aperta alle Comunità. Anche oggi la Pattuglia Spiritualità ha proposto una sorta di percorso riflessivo sul passato e su un pezzettino di futuro.

Poi mi tornano in mente le risate al campetto Estote Parati dell’ottobre 2017 sul fuoco, così fortemente voluto da Bobby, Stefano e Giorgio. Un seme che va coltivato ed aiutato a dare frutto, un segno tangibile di volere provare ad impegnarsi in qualche cosa di nuovo.

Pensando a Giorgio non posso non ricordare “Sconfini di Pace”, con tutto ciò che si è portata dietro in termini di visibilità per la Regione, per l’entusiasmo trasmesso, la volontà di ripeterla magari in altri contesti o con diverse finalità ma sopratutto per l’impegno che ora grava sulla Comunità di Trieste di trovarsi in cartellone in una vera stagione teatrale.

“Sconfini di Pace” mi fa ricordare “AlpeAdria”, le discussioni con Marina, le discussioni con il Veneto ed il Trentino per cercare di recuperare il valore internazionale e fratellanza tra i popoli una cosa che sento molto a maggior ragione in questo particolare momento storico e in questa regione.

“Sconfini di Pace” porta con sé la parola Pace. Allora come non pensare alla”Luce della Pace”, al tentativo di ridarLe significato ed infatti, grazie alle nostre fenomenali ragazze triestine quest’anno saremo a Grado.

Magari cercando di non ripetere gli errori dello scorso anno a Cormons.

Abbiamo provato a creare delle pattuglie a tema. Non voglio abbandonare la strada, anzi, adesso che non ho più il ruolo di Magister a San Vito ho tempo da dedicare e condividere lo sforzo di chi sta cercando di dare gambe al progetto.

Ho partecipato per la prima volta alla Marcia della Pace, dopo tanti anni nei quali me lo proponevo. Ringrazio chi ha messo del tempo nell’organizzarla, come ringrazio chi ha pensato e realizzato la Ruote Regionale che alla marcia è seguita ed alla quale ho avuto l’onore ed il privilegio di condividere alcuni giorni. La sensazione di lasciare il gruppo prima di finirla è stato, lo ammetto, amaro.

Sono stati due anni passati troppo velocemente per dare tempo alle cose di crescere, ma la condivisione degli impegni e soprattutto la partecipazione agli eventi ed alle proposte che giungono dalle varie Comunità o dai territori sono il segno di comunione e di vivacità.

Le problematiche che abbiamo davanti ormai le conosciamo, ne abbiamo discusso, abbiamo cercato di capirle ed approfondirle. Forse dobbiamo cominciare a dare delle risposte. Dobbiamo continuare ad essere dove la gente si fa delle domande e cerca risposte. Lo scoutismo non vive fuori dai contesti e dalla storia, ne coglie le sfide e cerca di fare scelte razionali. Tutto questo ha, a mio avviso, un nome: Sviluppo. Ringrazio quindi Massimo per le riflessione che ha condiviso.

Per fare ciò però a volte serve fermarsi, lasciarci andare ai ricordi. Potremmo vedere quello che abbiamo fatto, forse poco, ma certamente sufficiente per dare entusiasmo e riprendere il cammino nella convinzione che soli si va veloci, assieme si va lontano.

C’è poi la parte che riguarda il Nazionale che mi rendo conto io abbia sempre fatto fatica a far passare nelle Comunità. Faccio ancora fatica a metabolizzare le cose che vengono discusse, molte volte vengono solo approvate senza discussione o molte volte la discussione è sterile. L’impegno mio sarà quello di far conoscere le cose alle Comunità e su questo faccio affidamento su Ruth e la pattuglia comunicazione dalla quale mi farò coinvolgere. Chiedo però, come già approvato in Cosiglio, di avere con me a Roma anche altri AS della regione che vogliano condividere l’esperienza di un Consiglio Nazionale, ed aiutarmi a trasmetterne lo spirito. Mi sento però di insistere nel futuro affinchè le Comunità facciano di tutto per mandare qualcuno ai vari campi formativi. Anche su questo la Pattuglia Comunicazione sarà importantissima per veicolare le opportunità, come pure la Pattuglia Formazione, se intendiamo come formazione una opportunità di crescita personale prima di tutto.

Ho lasciato come ultima riflessione la presenza in assemblea lo scorso anno di Angelo e oggi di Maurizio. Sono due persone a loro modo visionarie, cioè fanno parte, a mio avviso, di quelle persone che semplicemente anticipano i tempi, e perciò nella loro semplicità sono dei rivoluzionari. Vedono cose che a noi sembrano fuori dal mondo, fino al momento in cui tutti le danno per scontate, ma che prima non esistevano.

Mi permetto in conclusione di ringraziare tutte le persone e gli AS che mi hanno aiutato in questi due anni, in particolar modo mia famiglia che mi ha sopportato e supportato, la mia Comunità, Franco e Massimo nonché i referenti delle pattuglie che pazientemente rispettano la mia tempistica non sempre consona alle aspettative.

Andrea Moro